giovedì, 03 aprile 2008
Un pomeriggio di qualche tempo fa ero sdraita su un lettino, facevo fisioterapia. Ho dei problemi alle caviglie, la mia camminata da ubriaca non fa bene alle mie caviglie che soffrono di dolori cronici. Per fortuna quest'autunno ho incontrato un angelo. Non è solo un fisioterapista eccezionale, è proprio un angelo lui, penso che lavori giusto perchè anche gli angeli devono avere un'occupazione qui su questa terra, altrimenti darebbero troppo nell'occhio!!!
Ho fatto tante sedute con lui e ogni volta mi ha rimesso in piedi, ogni volta. Non è però per questo che gli voglio bene, ma sono per le parole che mi dice. Lui è cieco. Non vede nulla. Si muove nello studio con la sicurezza e la disinvoltura di uno che ci vede benissimo, ma è quando ti parla che ti sorprende, perchè è come se ti conoscesse da sempre. E' cieco ma sembra vederti molto meglio delle centinaia di persone il cui sguardo vuoto incontri ogni giorno.
Mi ha incoraggiato molto fin dal primo momento che mi ha conosciuto, dice che sono una "brava ragazza" e che ho diritto di riprendermi la vita.
Un pomeriggio di qualche tempo fa, dunque, ero sdraita sul suo lettino, per una ennesima storta. Ero molto giù, per milioni di motivi. Non sono una persona che si lamenti, vi assicuro, non parlo spesso dei mie problemi, eppure lui deve essersene accorto. Ha iniziato un discorso bellissimo, un discorso che vorrei poter riportare per intero, ma se anche ci riuscissi non potrei ricrearne lo spirito, perchè erano parole che venivano dal suo cuore, e quello non potrei mai fermarlo sulla carta, dovrei essere un poeta per riuscirci.
Mi ha detto che le persone, in genere guardano alle cose in maniera superficiale. "E' importante avere una macchina, dei soldi,un marito, una famiglia, dei figli, una posizione sociale, un lavoro, fare parte di una famiglia importante e cose simili. Non si accorgono che si tratta di cose da poco, e che anche se le ottengono non si sentiranno mai realizzati veramente, perchè l'unica vera realizzazione viene da Gesù (lui è molto credente), lui è il nostro vero padre quello che può veramente riempirci". Io non sono credente, a lui non l'ho detto che so che sarebbe addolorato, perchè fin da subito mi ha consigliato di andare in chiesa per trovare conforto, se anche non sono credente però, l'idea che esista un "ordine superiore", qualcosa che sia più grande dell'uomo e della sua piccolezza, questa idea mi ha sempre aiutato, sempre, nei momenti difficili.
Ha continuato dicendo:"Puoi sapere tu cosa accadrà domani? Puoi decidere della tua vita? Hai scelto dove nascere, che genitori avere, che persone incontrare, puoi dire quando morirai?". "No, è vero" ho risposto io. "La vita non ci appartiene ci è data, e non dai nostri genitori, ma da un padre più grande che ci ama, quello sì veramente, perchè il suo è un amore che non vuole nulla in cambio, nulla se non la nostra felicità. Sei forse tu che fai alzare il sole la mattina o lo fai tramontare? Dipende forse da te? C'è una forza più grande che è quella che fa spuntare le foglie in primavera e le fa cadere in autunno, fa sbocciare un fiore e lo fa seccare. Se ti affidi ad essa vedrai che potrai trovare solo felicità, solo gioia, anche il dolore che ti viene ha un senso, ti fa del bene, è una realizzazione più profonda che hai rispetto a quelle superficiali che noi poveri esseri umani, che non capiamo nulla, riusciamo a immaginare. E questo padre ti è vicino anche quando soffri, anche quando stai male, anzi sono le persone sofferenti quelle a lui più care". Mentre diceva queste parole, che si sentiva lo toccavano profondamente, improvvisamente, la pendola ha suonato.
Ero stata tante volte nello studio ma non avevo mai sentito quella pendola. E' stata una cosa improvvisa, un colpo che sembrava fatto apposta per svegliarmi, svegliarmi da un lungo sonno.
Ho attraversato in questo periodo di assenza mesi  difficili e dolorosi per me, mesi in cui avevo smarrito la speranza. Eppure pare la vita, con me, non si arrenda mai....proprio mai....
Non sto particolarmente meglio, però, adesso sento che devo ritrovare le forze per combattere, e che ho il dovere di farlo, nonostante tutto. E forse devo ringraziare anche un improvviso colpo di pendola...
A domani
Ps: perdonatemi se non sono ancora ripassata dai vostri blog....le mie forze sono sempre poche, poche, poche.....speriamo di migliorare in seguito....un bacio
postato da: mariacristina14 alle ore 18:44 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, 09 luglio 2007

arcobaleno mad

Mad un mio amico del forum mi ha dedicato questo arcobaleno, "che è serenita", come mi ha scritto.

Io lo dedico a voi e a tutte quelle persone, sconosciute, che mi hanno regalato un sorriso nella vita, senza nemmeno sapere chi io fossi.

Solo qualche giorno fa un ragazzo, Francesco si chiama, che mi saluta da anni, senza che io lo conosca, e che si vede che ha dei problemi, perchè fatica a camminare e a parlare, qualche giorno fa, oltre al solito "Buongiorno", mi ha anche detto: "Come va?". "Eh male" ho detto io. Non so mi ha preso in un momento che ero un pò triste. Mi ha risposto, lentamente e a fatica: "Io ho 38 anni e da 38 anni mi va tutto male. Tu quanto male?". "No, non tanto, così, così". "Io molto, molto di più" E ha alzato la mano in alto. "Però io credo, io ci credo" e ha stretto una medaglietta che portava al collo. "Ci credo in Dio. E ti faccio tanti tanti auguri, con il cuore, con tutto il cuore".

Ho saputo solo rispondere grazie. Nemmeno ho ricambiato auguri, neanche quello. Mi ha commosso questo ragazzo. Quante volte ho visto persone che stavano male. Mai ho avuto il coraggio di dire niente, di fare qualcosa. Sempre tirato dritto. Lui parla a fatica, ma ha trovato la forza di fare auguri a me.

La grandezza a volte è nei gesti piccolissimi.

A domani

postato da: mariacristina14 alle ore 22:25 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 13 giugno 2007

E non avevo mai ricevuto un regalo così.

Oggi sono andata a fare rilegare delle fotocopie. La proprietaria la conosco. Prima lavorava come commessa, ora ha un negozio tutto suo. Mi vuole un sacco bene. Io a Pasqua e Natale le faccio dei regali, e evito di andarci il resto dell'anno, perchè non so mai cosa rispondere alla domanda: "Che fai?" o anche solo: "Come va?".  Oggi però dovevo rilegare queste fotocopie. Sono libri importanti per me, sono andata apposta in biblioteca a Cosenza per poterli avere.....DOVEVO RILEGARLI, sennò come leggerli???? Già mi vedevo in mezzo a diecine di fogli sparsi in giro, urlando di disperazione!!

E allora stamattina mi faccio coraggio, e glieli porto. "Torna a prenderli stasera"

Puntualmente mi presento alle sette e mezza. Nel negozio c'è la figlia di 4 anni che gioca con dei palloncini. Mi sono ricordata di me stessa.....ho passato un sacco di tempo a giocare con i palloncini...e avevo più di 4 anni!!!

Non capisco. A un certo punto la bimba va dalla madre e le porge un palloncino bianco.

"Te lo ha regalato, è tuo ora" dice la mamma.

"Cosa?? Ma no, no" rispondo io

"E' difficile che faccia così con persone che non conosce. Si vede che l'hai colpita. Te lo ha regalato lo devi prendere"

E io la guardo continuare a giocare con il suo palloncino rosa. Quello bianco era lì, sul banco, per me, con su la scritta "W gli sposi".

Dopo un poco la bimba mi si avvicina, questa volta viene da me, non va dalla madre e mi porge anche il palloncino rosa. "Per te".

Non so cosa dire. Mi è sembrata una cosa bellissima. Non potevo prenderle l'ultimo palloncino rimasto. Le ho detto che io avevo il mio, bianco come la mia borsa, a lei lasciavo il rosa, come il fiore che aveva sulla maglia. E' rimasta in silenzio, un pò. Poi è tornata a giocare.

E io sono uscita. In mano delle fotocopie rilegate, e un palloncino bianco, con su scritto "W gli sposi", regalatomi da una bimba dal cuore generoso.

A domani

 

postato da: mariacristina14 alle ore 22:15 | Permalink | commenti (4)
categoria:incontri
lunedì, 11 giugno 2007

E a proposito di "incontri della mia vita" ce n'è uno che difficilmente dimenticherò.

Dovevo andare dal mio psicologo, tanto per cambiare. Naturalmente quando una cosa è per te di vitale importanza, capita di tutto, ma di tutto, per impedire di fartela fare!!!!

Avrei potuto scrivere un libro raccontando tutti i problemi che, puntualmente, si prensentavano il martedì. Una persona "normale" li avrebbe vissuti come dei contrattempi, al massimo, per me erano una catastrofe. Avevo il terrore di saltare un'appuntamento. Passavo l'intera settimana solo pensando a quello, e l'idea di non riuscire ad arrivare era un incubo...ma letteralmente, nel senso che me lo sognavo la notte, e mi svegliavo terrorizzata. Sì, non ero "eccessivamente" normale!!!!

Uno di quei martedì stavo tranquillamente aspettando il treno e arriva una persona.

"Scusi, per fare il biglietto?"

Ecco un povero illuso! La nostra stazione è chiusa da anni, e fare un biglietto nel mio paese è quasi impossibile. Infatti la persona in questione era di fuori, in villeggiatura qui. E ho iniziato a spiegare che non era possibile, e l'uomo è caduto dalle nuvole. Ed è iniziato un discorso su tutte le cose, per lui banalissime, che erano "impossibili" nel mio paese, tipo ritirare soldi dal bancomat della posta, dato che non c'è, portare i vestiti in lavanderia, anche quella non c'è, e d'inverno sono chiusi anche i ristoranti e i bar, e comprare un vestito...ah giusto due negozi due. E uscire la sera? ma certo che no!! Una delle sue richieste più assurde....PRENDERE IL PULMAN LA DOMENICA!!

"Ma io volevo andare a Cosenza..."

"La domenica? Mi pare quasi impossibile. Pulman non ce ne sono sicuramente, e treni pochissimi. E' un rischio al quale io non mi azzarderei..."

Lo sconosciuto rimaneva sempre più sbalordito. Sembrava gli parlassi di un altro pianeta!!!

E intanto, intanto....il treno non arrivava. La foga di chiaccherare mi aveva un pò distratto, ma quando passate le tre, il treno non si vedeva cominciai a innervosirmi, e non potevo nemmeno agitarmi più di tanto, dato che c'era uno sconosciuto di cui occuparmi!!!

"Che c'è? Che succede?"

"Il treno è in ritardo"

E' un problema?"

"Per me sì!! Vado a prendere il pulman" dico sempre più nervosa. Il mio appuntamento era alle quattro e lo studio distava una mezz'ora a piedi dalla stazione. Quando il treno era in ritardo dovevo correre a prendere un pulman, ma la cosa era molto "rischiosa", perchè gli orari dei pulman sono più incerti e perchè venivo lasciata molto più distante dallo studio, perciò mi ci voleva una corsa per arrivare in tempo, ma non potevo fare altro.

Lo sconosciuto si aggrega a me. Non so perchè. Forse ha pensato che se rimaneva lì avrebbe aspettato da solo, in mezzo al niente, un treno che non sarebbe mai arrivato, o forse gli ho solo contagiato la mia ansia.

Per sua sfortuna, se anche prendendo il pulman non aveva più il problema del biglietto, che lo avrebbe fatto "a bordo", come si dice, però, quel giorno anche il pulman non aveva intenzione di arrivare....e io diventavo sempre più nervosa, disperata quasi!!

Arrivarono quasi le 3 e mezzo e io non sapevo più che fare. Decisi di chiamare casa, di chiedere a mia sorella se la macchina era disponibile, avrei dovuto correre per arrivare in tempo, ma forse potevo farcela: la macchina non c'era....

A quel punto crollai definitivamente. "Non c'è niente, non arriva niente, che posto, che brutto posto che è questo. Io avevo un'appuntamento importante!!"

"Non si preoccupi signorina", disse con aria tranquilla, cercando di rassicurarmi.

"Ma io dovevo andare da un dottore!!!"

"Il dottore aspetterà" mi disse lui sorridendo.

Non so come sia stato possibile, se siano state le parole o il modo in cui le disse, ma mi calmai. Non avevo mai pensato che fosse possibile che....il dottore MI ASPETTASSE!!

Di lì a poco arrivò il pulman, il viaggio fu breve e ci ritrovammo a destinazione. Facemmo quasi correndo un pezzo di strada insieme.

"MI perdoni, ma sono in ritardo, devo correre"

"Non si preoccupi, mi piace camminare a passo svelto"

Alla fine io ero arrivata. Lo salutai, mi scusai per le complicazioni che gli avevo causato e lui mi guardò e disse, semplicemente: "Grazie". Non lo dimenticherò mai.

Da quel giorno la mia ansia diminuì tantissimo, e quella frase: "il dottore aspetterà" è tornata tante volte a tranquillizzarmi in testa.

A volte incontri delle persone che ti fanno del bene con una sola parola, e che ti sembrano quasi degli angeli.

A domani

postato da: mariacristina14 alle ore 23:27 | Permalink | commenti (5)
categoria:incontri
giovedì, 24 maggio 2007

"Lo sai che ho il numero di cellulare di Harry Potter?"

"Pensavo che Harry Potter usasse il gufo"

"Ma no, scema! I gufi sono fatti al computer, mica sono veri"

"Ah!!!"

Un pezzo della stramba conversazione tra me e la mia "vicina di cyclette", una bimba di 11 anni. "Bimba" anagraficamente perchè, a dir la verità, l'"ingenua"" della coppia sono io, dato che lei non fa altro che descrivermi persone, fatti e situazioni e io fatico tantissimo a starle dietro!!!!!

Ho impiegato penso un 10 minuti, per capire che l'Harry Potter in questione è l'attore inglese, a quanto pare cugino, di una conoscente, di una sua parente, o qualcosa del genere ( come vedete non ho ancora capito del tutto, ma è un dettaglio secondario). Ho cercato di mettere un pò in discussione la credibilità della cosa, ma dopo un primo, timido tentativo mi sono ammutolita. La mia amica si offende subito se si mette in discussione la sua sincerità In effetti è troppo precisa e pignola per immaginarla bugiarda, però il suo modo di raccontare le cose è così divertente e ricco di dettagli che non posso non credere non ci "ricami" un pò sopra!!!

La sua passione sono "i comportamenti strambi" delle persone, e la sua battuta preferita: "TU...non sei normale!".

Alla signora che le chiedeva se non si fosse messa una "cravatta" in testa (aveva una fascia che terminava simile a una cravatta) ha risposto..."una cravatta fuxia a pois?? ma dove l'hai mai vista una cravatta simile!!!"

Niente da fare, con lei non si può scherzare! Guai a sbagliare i nomi delle cose, il giorno, a confondere le persone, a dimenticarsi le cose....guai insomma a fare tutto quello che io faccio puntualmente, lei se ne accorge e "le cadono le braccia". "Ma come si può, come si può????".

Uno spasso è sentirle raccontare della madre. "Si lamenta che ha la pancia e poi beve acqua gassata". "Ma anche tu hai la pancia" le dico io. "Che c'entra, io poi la vedo là l'acqua, e la coca-cola e la bevo. Io glielo dico che non la deve comprare. Niente!". Oppure le uscite con la madre che in macchina con la zia: "Parlano, parlano, parlano, e a me viene il sonno. Appena chiudo gli occhi...che fai dormi, mi dicono. E che devo fare???".

La mia "saggia" vicina di cyclette, è attualmente alle prese con il saggio di ballo della scuola, la comunione e un matrimonio al quale non vuole assolutamente andare: "Ma sai che l'ultima volta che siamo andati a un matrimonio, stavamo andando via che una signora ci ferma. Tiene mia madre a parlare tantissimo, e gli chiede di questo, e di quello. E siamo rimasti lì fermi a perdere un sacco di tempo. No, no. Non ci voglio andare a un altro matrimonio".

"Vabbè mica è sicuro che incontri di nuovo quella signora"

"Per forza la incontro...SI SPOSA LA FIGLIA!!!!!!!!"

"Ah, allora mi sa che vi chiudono dentro la sala e rimanete lì due-tre giorni"!!!! concludo io per incoraggiarla.

Le nostre conversazioni da "vicine di cyclette".

Una signora che ci guardava parlare ha commentato:

"Ma voi due, andate alla stessa scuola?".

Eccomi qui...tornata alle elementari....e molto più indietro della mia "compagna di banco"!!!

A domani

Ps: ovviamente non sono io ad avere il numero di cellulare di Harry Potter...comunque se a qualcuno interessa, forse posso recuperarlo, la mia vicina di "cyclette" è permalosa ma generosa!!!

postato da: mariacristina14 alle ore 21:41 | Permalink | commenti (9)
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giovedì, 26 aprile 2007

E' successo un pò di tempo fa, ma oggi ho "bisogno di sentirmi un pò importante" e allora lo racconto qui, in questa serata umida, dopo una giornata di shopping poco concludente a Cosenza..... il cornetto era buonissimo, però!

Un annetto fa, più o meno, ero in stazione. Tornavo a casa, dopo una seduta dallo psicologo che mi aveva abbastanza abbattuta. Me ne stavo lì, in mezzo alla gente che aspettava il treno che arrivava, e mi sentivo vuota, una specie di fantasma che niente aveva a che fare con tutte quelle persone così intente a preoccuparsi della vita loro. Ero persa in questi allegri pensieri e intenta a tenermi lontana da tutti e a guardare per terra, quando il cagnolino della persona accanto a me ha attirato la mia attenzione.

Era un cane di quelli piccoli e un ragazzo giovane lo teneva in braccio. Mi è venuto spontaneo pensare che era una cosa bella, che il padrone lo tenesse in braccio in quel modo, così affettuoso. Non so a sentirli accanto mi sembravano una cosa così tenera che ho sorriso, il ragazzo mi ha guardato ed ha ricambiato il mio sorriso. E' arrivato il treno e siamo saliti, io dietro di loro.

Il ragazzo però, una volta salito e aperta la porta d'ingresso di quegli scompartimenti unici che hanno oggi i treni regionali, si è fermato. Si fermato, ha tenuto aperta la porta e mi ha detto "Prego, principessa".

E' stata una cosa che mi ha lasciato senza parole. Ho detto "Grazie" e sono passata. In genere nessuno mi chiama mai, ma "principessa", non avevo mai pensato che potessi avere qualcosa in comune con quella parola! E ho trovato un posto e me ne sono rimasta lì, confusa abbastanza e senza sapere che fare. Il treno parte, arriva il controllore. Il ragazzo, il cane e il suo amico ( dell'amico non mi ero accorta prima) sono seduti nei sedili dietro i miei, e io sento tutta la conversazione successiva.

"Biglietti? Non abbiamo biglietti. Dobbiamo arrivare a Praia"
"Come non avete biglietti? allora scendete alla prossima" "non potete farci scendere in qualche buco di paese, come facciamo?? non c'è niente, come viviamo noi??".

I ragazzi vivevano per strada. Praia è una cittadina abbastanza grande per cercare di poter mettere insieme qualcosa, ma il controllore è irremovibile. Per lui dovevano scendere e basta.

"Fate il verbale, allora, ma lasciateci arrivare a Praia".Così imparo che se non hai biglietti ti fanno verbale che arriverà poi a casa. Il controllore fa il verbale, ma loro dovranno scendere lo stesso, non alla stazione successiva, ecco l'unica concessione, ma alla terza, dove c'è un paesino un pò più grande.

E io me ne stavo lì.  A sentire un controllore umiliare due persone, me ne stavo lì ad ascoltare senza dire niente, ascoltavo e pensavo a quanto la vita potesse essere dura e ingiusta. Avevo dei soldi, un 10 euro, ma non ho trovato il coraggio di fermare la conversazione, di parlare a quel controllore che sì, stava facendo il suo dovere, ma il disprezzo quello ce lo metteva di suo, di fermarlo e dirgli: "basta, una persona non si misura dal fatto che ha o meno un biglietto in tasca".

Non ho detto nulla. E' arrivata la mia fermata, mi sono alzata, sono passata davanti a loro e li ho salutati. E mi sono sentita morire per essere riuscita a fare solo quello. Però mi restava qualcosa, ancora qualcosa che potevo fare. Sono passata accanto al loro finestrino e gli ho mandato un bacio, e loro lo hanno mandato a me. E ci siamo incontrati per un momento, ma non penso potrò mai dimenticare i miei "principi" e il loro cagnolino.

A domani

 

postato da: mariacristina14 alle ore 22:51 | Permalink | commenti (7)
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sabato, 17 febbraio 2007

Gli incontri alle panchine! Io sono una specialista!! Non so con quanta gente ho parlato su panchine, fermate d'autobus, mezzi pubblici ecc.!! Una infinità!!!

Oggi la giornata qui è bellissima, sembra primavera, solo l'aria è un pò fredda, ma il sole illumina tutto. E io, seduta a una panchina, davanti al mare, mi nascondo in un libro per evitare di incrociare lo sguardo del gruppetto di "vacanzieri del sabato" che sta venendo verso di me. Vestiti bene ( ma che c'è un matrimonio, penso??), un rappresentante per ogni generazione.....è la famiglia al gran completo penso, e soprattutto allegri e sorridenti. Sì, non si spiega altrimenti, sono qui in gita!!

Mi sorpassano quasi tutti, stanno per andar via.....quando l'ultima del gruppo, la signora più anziana decide:

"Voi andate avanti, io mi fermo qui!!" e si siede accanto a me. Io sono imbarazzata dal dover parlare con estranei, ma poi ormai agli incontri inaspettati sono abituati, e ogni volta mi regalano qualcosa.

E inizia così una simpatica chiaccherata: "Sì i vecchi non dovrebbero stare con i giovani..." dice la signora. No, perchè, dico io. E la signora mi racconta di quando abitava al nord, a Torino, delle montagne di Superga dove un suo conoscente raccoglieva tantissimi funghi, hobby che, trasferito a Ostuni, ha trasformato nella passione per la pesca subacquea. Ci vuole passione per pescare, pazienza e passione. Così come per amare il mare. "Gli anziani non lo amano. A me piace la campagna, la montagna dove ora vivo, ma il mare no. Il sole forte, il caldo, il mare. E' bello "ammareggiato", ma poi?".

Non so, in poche parole mi è passata davanti la vita della signora, Torino, Ostuni, ora la Calabria, e i figli i nipoti, e il mare, e le vacanze con figli e nipoti al mare, e poi la famiglia crescere, andare via i figli, e il mare che diventa silenzioso se si è da soli.

"Goditi il mare adesso, finchè sei giovane", mi dice andandosene.

Che strano, nello spazio di pochi minuti ho fatto un viaggio in una vita intera.

A domani

postato da: mariacristina14 alle ore 15:36 | Permalink | commenti (1)
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