Il paese vicino a quello dove lavoro ha una storia antica. Ovviamente non lo sapevo, perchè dovrei? Ci saranno dei vantaggi ad avere passato una "vita da reclusa", no? Sei giustificata nella tua totale ignoranza. Stamattina dovevo essere lì per certe pratiche e mi sono detta: "Ma sì, va, vediamo com'è questo posto". Dopo un "parcheggio di fortuna" che evito di raccontare per non rischiare problemi con vigili urbani e simili, mi avventuro per il centro storico. Il verbo esatto, in realtà sarebbe, "mi perdo" perchè è quello che è successo. Mi sono ritrovata a vagare e vagare per vicoli strettissimi in pratica alla cieca. Per fortuna la zona non era molto grande sennò probabilmente sarei ancora lì.
Il paese è arroccato su una altura circondata da vallate, stranamente alberate e non devastate dal fuoco, ma lo spettacolo più mozzafiato è il mare. Sembra aprirsi a perdita d'occhio, sembra quasi di vederlo da un aereo, e i colori sono più soffusi, quasi si confondono con il cielo. Si ha la sensazione di essere come in in un luogo incantato, fermo nel tempo. Guardando quei panorami mi è venuto spontaneo ripensare ai secoli precedenti, a quando quei posti erano feudi nobiliari, a come doveva essere diversa la vita a quei tempi, meno libera, più violenta di adesso, se fossero ricchi o poveri le persone che abitavano quelle case, se fossero felici, o tristi. Di solito non mi perdo mai in considerazioni storiche, ma questa volta le sensazioni del passato erano più forti di quelle del presente. In un certo senso una ragione c'era. Improvvisamente mi trovo in una piccola piazzetta e, sopresa...IL BUSTO DI UN POETA!!
Mai sentita una cosa del genere dalle mie parti. E' rarissimo che qualcuno si sprechi a fare un busto a qualcun altro, a un poeta poi, è impossibile. E' Galeazzo di Tarsia, uno dei più famosi poeti del '500. "E che ci fa qui?", mi chiedo io. Continuo a leggere "barone di....".
ERA IL BARONE DI QUESTO POSTO!!!!!!!!!!!!!!
Le bellezze del luogo hanno ispirato i suoi versi, vengo a sapere, continuando a leggere. Non posso dare torto a Galeazzo, il luogo sembra portarti lontano dal mondo banale, sembra davvero più adatto alla poesia che a qualsiasi altra cosa. Torno a casa piena di emozione, immaginando di scoprire la vita di un romantico, solitario e tormentato poeta del Rinascimento. Scopro, invece, che Galeazzo era un tipo sanguigno e violento, perse addirittura il governo delle sue terre a causa delle ripetute angherie e violenze ai danni dei suoi vassalli. In realtà erano comportamenti abbastanza usuali per l'epoca. A leggere della sua vita mi è parso che quelle strade e quelle case che avevo visto la mattina si animassero, e, sorprendetemente, erano perfettamente in sintonia con l'atmosfera che avevo avvertito, un'aria antica, di un tempo davvero perso nella memoria.
Sinceramente non trovo simpaticissimo questo poeta, dopo aver letto della sua vita, però i suoi versi sono belli e anche originali, capisco perchè lo considerino uno dei migliori petrarchisti del '500. Difficile scrivere sinceramente con il peso di una tradizione oramai vuota e retorica, eppure lo leggi, e anche se ti sembrano cose già sentite, ci sia avverte un accento profondo di sincerità. Riporto qui un esempio, giusto per chi fosse curioso di sapere come scriveva questo strano personaggio, dalla vita da avventuriero e l'animo di poeta delicatissimo:
"Sta vami in questo scoglio aìpestre e rio
Co' miei pensieri scompagnati e soli,
Né chioma d'oro più, né ardenti soli
Temea, quando lo stral primiero uscio
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Or due begli occhi, e un volto umile e grave
Di peregrina giovinetta schiva
M'han colto, quasi augello ove men pave".
A domani